Vendere
I documenti che servono davvero per vendere casa
Cosa preparare prima di mettere in vendita, in che ordine e chi lo rilascia. La lista che usiamo in agenzia, senza voci inutili.
14 maggio 2026 7 min di lettura

Prima di pubblicare l'annuncio
Un immobile pronto si vende prima e si vende meglio. Non perché i documenti attirino acquirenti, ma perché evitano che una trattativa già chiusa si fermi per tre settimane in attesa di una visura.
Il momento giusto per raccogliere le carte è prima delle visite, non dopo la proposta. Ogni volta che l'ordine si inverte, la trattativa perde forza.
- Atto di acquisto o successione con accettazione tacita
- Visura e planimetria catastale aggiornate
- Titolo edilizio: licenza, concessione, permesso o condono
- Attestato di prestazione energetica in corso di validità
- Ultime tre rendicontazioni condominiali e verbali assemblea
- Certificazioni impianti, se disponibili
- Documento e codice fiscale di tutti gli intestatari
La conformità è il vero passaggio critico
La differenza tra i documenti che hai in casa e la conformità urbanistica e catastale è enorme. Il notaio non verifica se la casa corrisponde alla planimetria: lo dichiara il venditore.
Un terrazzo chiuso negli anni Novanta, una parete spostata, un sottotetto diventato camera: sono situazioni frequentissime nel Bassanese e quasi sempre sanabili, ma vanno affrontate prima della proposta, con un tecnico.
Chi paga cosa
APE e pratiche di conformità sono a carico del venditore. Le imposte di registro e le spese notarili sono a carico dell'acquirente, salvo diverso accordo scritto in proposta.
Domande frequenti
L'APE è obbligatorio anche per un rustico?
Sì, salvo casi molto specifici di immobili collabenti privi di impianti. Meglio farlo verificare da un tecnico prima di pubblicare.
Posso vendere senza planimetria catastale?
No: dal 2010 l'atto richiede la dichiarazione di conformità catastale. Se la planimetria non esiste, va depositata.

